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Estratto - Lasciati guidare!

Sulla base di semplici eventi quotidiani,
mia madre mi spiegò la legge di
semina e raccolta
Diventai più grande e cominciai a pensare che i
miei genitori fossero all’antica. Arrivò il momento
in cui pensai: “Devo impostare la mia vita
come voglio io”. Mio padre continuava a parlare
di buone maniere e di comportarsi bene e poi si
mise anche mia madre, che mi diede il seguente
consiglio, che inizalmente – ero ancora una
scolara – non compresi completamente: “Non
fare alcun male e così non ti accadrà niente di
male.”
Quando mi diede questa indicazione – io ero una
scolara che si sentiva già adulta – mi spiegò anche
quanto segue: “Desideri forse che gli altri ti picchino,
che ti facciano del male, che ti diano degli
spintoni, che ti rubino la merenda, che ti mettano
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da parte e non ti permettano di giocare con loro,
che ti considerino una bambina diversa dalle altre
e si comportino con te in modo corrispondente?”
Guardai mia madre con occhi sempre più grandi
e le dissi: “Ma cosa mi stai dicendo? Io non faccio
queste cose!”
Mia madre mi spiegò: “Quando ti ho accompagnata
a scuola durante le prime settimane, ho
visto alcune cose di cui tu stessa non ti rendevi
ancora conto. Per esempio, vuoi giocare soltanto
con alcune compagne, mentre altre ti sono
indifferenti. Vorresti che fosse così anche per te?”
Io scrollai la testa e dissi: “No, no, non lo voglio”.
“Vedi”, mi disse, “anche gli altri, che tu tratti con
indifferenza, non lo vogliono”.
Cominciai a difendermi e a raccontare situazioni
nelle quali mi ero sentita presa in giro dai miei
compagni. Ma mia madre non accettò queste
giustificazioni e disse. “E’ così che comincia la
vita terrena, ma se non vuoi che gli altri non si
comportino bene con te, allora non farlo tu per
prima, dato che quando facciamo del male a
qualcuno, ciò può provocare altro male ed
eventualmente rafforzarlo.”
Non riuscivo a comprenderlo. Mia madre me lo
spiegò con parole semplici: “Ragazza mia”, mi
disse – dato che non volevo più essere chiamata
bambina – “ragazza mia, stai attenta quando fai
del male! Quando picchi i tuoi compagni, quando
rubi loro la merenda, quando li escludi dal
gioco, ossia li mandi via, quando ridi perché sono
caduti o tutte le altre cose che succedono mentre
andate a scuola, nella scuola stessa o durante la
pausa. Sappi e ricordati: ciò che tu fai agli altri,
verrà fatto anche a te dagli altri.”
Quando dissi che ciò sarebbe stata una vendetta,
mia madre mi rispose: “Si può considerare anche
in questo modo, perché chi ha subìto qualcosa
vuole ripagare con la stessa moneta chi gliel’ha
fatto e questo significa che gliela vuol far pagare,
oppure spinge altri a fare ciò che è capitato a lui.
In questo modo si mettono in cattiva luce alcuni
compagni.”
Chiesi a mia madre come avrei dovuto reagire
quando i miei compagni si comportavano male
con me. Mia madre mi spiegò: “Non reagire e
chiedi: che cosa ti ho fatto? E se qualcuno ti picchia,
non picchiarlo anche tu, non reagire ed
eventualmente mettilo in imbarazzo dandogli un
pezzetto della tua merenda.” In quei giorni non
compresi che cosa intendeva mia madre. Solo
molto tempo dopo, alla fine della pubertà, mi
resi conto di ciò che mi aveva voluto dire – e
questo solo dopo essere stata “ripagata” alcune
volte.
Senza saperlo, mia madre mi insegnò la legge di
semina e raccolta. “Non fare alcun male e così
non ti capiterà niente di male”. Con queste parole
mi trasmise ciò che Gesù di Nazareth riassunse
nelle parole: “Fai tu per primo agli altri ciò che
vorresti che essi facessero a te”, o detto in altre
parole: “Non fare agli altri ciò che non vorresti
fosse fatto a te”.
A quel tempo, molti anni fa, quand’ero ancora
una bambina, si prestava più ascolto ai genitori.
Oggi parole come “non fare alcun male e non ti
capiterà niente di male” sono tabù. Gli uomini
cambiano e anche il loro stile di vita cambia –
purtroppo non in modo positivo, dato che il degrado
è aumentato e sta aumentando sempre più.
Oggi tanti bambini in età scolastica non tengono
più la mano della madre. Ci si distanzia in genere
dai propri simili e non per ultimo anche dagli
insegnamenti della morale che Dio insegnò per
mezzo dei profeti dell’Antico Testamento e anche
dagli elevati princìpi di etica e morale che Gesù,
il Cristo, voleva insegnare agli uomini.
Negli ultimi 2000 anni vennero continuamente
uomini e donne illuminati, anche profeti e
profetesse, persone inivate da Dio, che portarono
ancora una volta gli insegnamenti delle buone
maniere, della correttezza, dell’etica, della morale
e dello stile.
A quel tempo mia madre fece tenere a cuore
parole molto semplici: “Non fare alcun male e
non ti accadrà niente di male”.

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Lasciati guidare!

Gabriele descrive come ha potuto apprendere i passi decisivi per la propria vita, tenuta per mano da sua madre, e invita così il lettore a riflettere su come ha impostato la propria vita già nell'infanzia: quali valori ci sono stati trasmessi e quali valori insegniamo noi ai nostri figli? Com'era in passato e cosa avviene oggi?

Spesso nei nostri giorni i bambini non hanno la possibilità di rifugiarsi nell'intimità della casa e della famiglia - molti sono lasciati a se stessi, alla televisione o ai giochi al computer. Su quali esempi si possono orientare? Chi è responsabile per le condizioni difficili in cui ci troviamo oggi, per l'abisso tra ricchi e poveri che sta diventando sempre più grande?

Gabriele chiarisce le conseguenze derivanti dal fatto che gli insegnamenti di Gesù, e in particolare il Suo Discorso della Montagna, non sono stati presi sul serio e incoraggia ogni persona a sviluppare in sé i valori che mancano nella nostra società odierna: correttezza, buone maniere, etica e morale. Le spiegazioni date da Gabriele sono state mandate in onda in tutto il mondo in una serie di trasmissioni televisive e vengono ora pubblicate nel presente libro.



Pagg. 84





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