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Estratto - I Dieci Comandamenti di DIO

Il quinto Comandamento
Non uccidere.“
Il quinto Comandamento, in particolare, ha
un’ampia portata, in quanto le autorità ecclesiastiche
istituzionali lo hanno cambiato nella formula
“commettere assassinio”. Secondo l’interpretazione
di oggi, si può quindi, per esempio, uccidere
in guerra; uccidere intenzionalmente è invece considerato
un assassinio. Se esaminiamo a fondo la
parola “guerra” in base alle affermazioni fatte da
Gesù di Nazareth, leggiamo che Gesù insegnò,
per esempio: “Tutti quelli che mettono mano alla
spada periranno di spada”.
Gesù di Nazareth era un pacifista assoluto.
Egli insegnò di essere pacifici. Gesù di Nazareth
era un uomo di pace e il Principe dei Cieli della
pace. Chi ha trasformato il termine “uccidere” in
“commettere assassinio”, restringendone così il
significato, è in ultima analisi a favore della guerra
e contro gli insegnamenti di Gesù di Nazareth. Al
cospetto di Dio, davanti al Padre dei Cieli di cui
ci ha parlato Gesù, siamo tutti fratelli e sorelle
che hanno ricevuto la vita, la vita eterna, da Dio,
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loro Padre dei cieli. Noi uomini respiriamo perché
nel nostro respiro fluisce la vita che è la forza onnipotente.
Chi ha il diritto o chi si arroga il diritto
di togliere il respiro a suo fratello, a sua sorella?
Gesù di Nazareth ci ha insegnato che noi uomini
non abbiamo il diritto di uccidere una persona.
Ciò vale anche per quanto riguarda l’uccidere
intenzionalmente un animale o una pianta nel
pieno della linfa. Noi uomini abbiamo il compito
di rispettare, amare e apprezzare la Terra con
tutto ciò che vive su di essa, sotto terra e sopra di
essa, poiché in tutto c’è la vita e questo è lo Spirito
libero universale che è l’Unico ad essere la vita in
tutti e in tutto.
Proprio l’umanità odierna è molto lontana dalla
verità eterna che in Occidente chiamiamo Dio.
Purtroppo solo molto pochi riflettono sul fatto che
Egli è lo Spirito possente dell’infinito, il Creatore,
la cui forza vitale opera in ogni cosa. Sia gli universi,
sia i possenti soli e pianeti, sia il più piccolo animaletto
sulla Terra – tutto porta in sé la vita dello
Spirito eterno, il Creatore di tutto l’Essere. Chi ha,
quindi, il diritto di intervenire nella vita che è
eterna? Chi ha donato la vita? A chi appartiene la
vita? L’uomo, l’animale, l’intera natura hanno il
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diritto di vivere fino a che la loro esistenza terrena
giunge alla fine. Ogni uomo e tutti i regni della
natura hanno quindi il diritto di continuare la loro
esistenza nella dimensione materiale fino a che
sarà giunto per il loro il momento di fare ritorno,
come forme di vita spirituali, nel grembo della vita
eterna.
In genere l’uomo odierno non presta attenzione
alla legge di semina e raccolta, al principio che
dice: ciò che l’uomo semina, raccoglierà. Se osserviamo
in modo più profondo il nostro mondo caratterizzato
da arroganza e dallo sfruttamento dell’uomo
e della natura, ci renderemo conto che i
semi negativi che sono stati posti non solo stanno
maturando, ma stanno già germogliando, ossia
manifestano i loro effetti. Ma a chi importa? Chi
più, chi meno, in genere si pensa: “Io sono il prossimo
di me stesso. Non è una cosa che mi riguarda”.
Invece ciò riguarda voi, tutti noi, poiché noi portiamo
in noi la vita e anche la nostra libertà, dalla
quale è derivata la legge della caduta che dice:
ciò che l’uomo semina, lo raccoglierà.
Nessuno ha quindi il diritto di uccidere consapevolmente
– né in guerra, né come agricoltore o
guardia forestale o cacciatore. Chi uccide volu31
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tamente, ossia intenzionalmente, è contro la Legge
della vita e quindi contro il Dio creatore. Alla fine
per ognuno varrà: ciò che semini lo raccoglierai
prima o poi, poiché l’anima di ogni uomo vive in
eterno. Un giorno l’anima passerà nei regni dell’aldilà
e dovrà subire ciò che l’uomo ha seminato.

Grafik I Dieci Comandamenti di Dio spiegati nel loro significato più profondo e in modo pratico - per vivere in base a princìpi etici e morali più elevati anche nella nostra epoca.

Pagg. 48








 

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